Superficiali, spregevoli banali generalizzazioni sulla città di Berlino.

24 Set

Uno dei miei 13 coinquilini dice che Berlino è una buona città per essere disoccupati e ha ragione. Prima di tutto, sei in buona compagnia; In secondo luogo, gli affitti non sono ancora troppo alti, almeno se messi a confronto con altre capitali europee . Ora, per favore, come preannunciato lasciatemi andare a una delle mie superficiali, spregevoli banali generalizzazioni. Grazie. Allora: a Berlino vivono i berlinesi, i turchi, e i “Di- Passaggio”; quest’ultimo numeroso gruppo, al quale appartengo anch’io a pieno titolo è una ampia e variegata categoria di cialtroni – sfaccendati senza speranza- mangiapane a tradimento ; ne fanno parte soprattutto greci, spagnoli, italiani, israeliani, artisti, fotografi -rigorosamente in analogica- , neolaureati, figli di papà che si vestono da hipsters e hipsters che si vestono da figli di papà, saccopelisti, bio-organic psicopatici, studenti da 10 anni, musicisti, dumpster divers, gente in cerca di fortuna, tirocinanti squattrinati, baristi, techno raver, letterati o presunti tali, fricchettoni, ambientalisti, drogati, dandy, o individui che si definiscono semplicemente “generalemente artistici” . Ovviamente ne fa parte a pieno titolo anche chiunque rappresenti una qualsiasi combinazione di tale sfilza di casi senza speranza . Questa peculiare fauna umana dà luogo a un via vai di gente inarrestabile , a un flusso instabile e vibrante, e dunque , inevitabilmente a una certa atmosfera carica d’energia “siamo al centro del mondo ci siamo dentro anche nooooi !” . Questo via vai è la forza e la debolezza di Berlino: non hai mai il tempo di conoscerla abbastanza , perchè o te ne vai tu, o se ne vanno coloro i quali ti stanno attorno. E’ un’evoluzione crudele, affascinante e che apre continue possibilità , ma che lascia la sensazione di un meraviglioso ragazzo da poco incontrato, che però non hai potuto conoscere abbastanza perchè non ce ne è stato il tempo o non ce ne sono state le circostanze;

Il risulatato di questa esaltata orgia sociale e culturale è che una delle domande più gettonate durante un party sia “ E tu… cosa fai a Berlino?” – ( di solito accompagnato da sguardo interessato/ vagamente intellettuale) … ?”. Una sera, durante una festa a casa mia, non ne potevo davvero più di sentire la mia boriosa voce ripetere per la centounesima volta :“ lavoro per una NGO che .. blabla. Noia.” , e quindi ho fatto un cambio di programma. Così, per fare un’esperimento.

“E tu?”, ho risposto.
“Io mi occupo di installazioni artistiche; spesso sono impegnato per supportare la lotta del popolo palestinese con varie art performance “ ha detto lui.
“Bravo, che bella cosa”
“ Insomma allora non hai risposto, tu invece che fai qui a Berlino..? ”
“ Io allevo cavalli. Per un circo. Sono cavalli da circo”-  Baaaaaam! Ecco, l’ho sparata. Così.
“Interessante! E cosa fai precisamente?”
“Bhè li allevo no? E poi li vendo ai circhi. Se vedi dei cavalli in un circo, probabilmente sono stata io ad allevarli”

Ora, perchè vi sto raccontando tutto questo stupido sconclusionato aneddoto (nel quale figuro anche evidentemente ubriaca )? Perchè sparare questa balla spaziale rappresentava a modo mio fare un’esperimento. Il fine dell’esperimento era verificare che qui a berlino le persone siano  nelle condizione di poter credere proprio a tutto . E perchè? Perchè hanno avuto la possibilità di vedere davvero di tutto e di più, le realtà più diverse, le trame più rocambolesche e fantasiose.

Ora che conoscete queste basiche, pratiche informazioni sulla città , posso finalmente parlarvi del cielo ( tranquilli non intitolerò questo post “il cielo sopra berlino” come non ho mai intitolato una foto a londra “london calling”). Il cielo di Berlino in estate è ampio , e dà una sensazione di libertà,  la voglia di fare dei grandi cerchi con le braccia e gridare guarda un po’ quant’è grande ! e di fare l’ amore all’aperto.  I palazzi moderni,le strade spaziose, lasciano che il cielo invada d’azzurro e senza intralcio grandi spazi vuoti, tra il profilo grigio di edifici e gru gigantesche.
L’ ex areoporto di tempelhof però è il luogo ideale per riconsiderare l’idea di cielo, di spazio , di grande e piccolo, e l idea di respirare . A tempelhof le nuvole hanno tutto lo spazio per allungarsi con relax lungo la linea del ‘orizzonte. E scusate il sentimentalismo ma questo lo devo aggiungere: in bicicletta, quando a luglio sta facendo sera , pedalando veloci e leggeri verso  la linea del tramonto chiaro e respirando profondamente, ci potete giurare, si può sentire un brivido di  pura , frizzante libertà .

ps. Voglio solo precisare un paio di cose prima di passare e chiudere. 1. l’esperimento è riuscito e il tizio m’ha chiamata il giorno dopo per andare a vedere insieme i suddetti cavalli circensi.  2. E comunque no, non allevo cavalli. Passo e chiudo.

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